Gravina di Larerza: Il Canyon scavato dal tempo nel cuore della Puglia
A circa 40 km da Taranto c’è la Gravina di Laterza. È uno dei canyon più profondi d’Europa: 12 km di roccia calcarea a strapiombo, fino a 400 metri di larghezza e oltre 200 metri di profondità.
L’ha scavata il fiume Lato, oltre due milioni di anni fa, metro dopo metro nella calcarenite, fino a creare pareti verticali che tolgono il fiato. Su quelle pareti, fra il VII e il IX secolo, i monaci basiliani scavarono più di trenta chiese direttamente nella roccia viva.
Erano fuggiti dall’impero d’Oriente durante le persecuzioni iconoclaste. Cercavano un luogo abbastanza impervio da renderli invisibili. Trovarono questo canyon e ci rimasero per secoli. Altari, affreschi, necropoli: una città di pietra dentro la pietra, intagliata nella calcarenite.
La Gravina non è solo storia medievale. Dal 1984 è area protetta e dal 1999 è oasi LIPU. Qui nidifica il capovaccaio, uno degli avvoltoi più rari e minacciati d’Europa. Le pareti della Gravina sono fra gli ultimi rifugi italiani di questa specie. Nei periodi di riproduzione l’accesso viene limitato, non per burocrazia ma per proteggere qualcosa che sta scomparendo davvero.